Il piede piatto, è una condizione morfologica caratterizzata da una riduzione o assenza dell’arco plantare mediale, con conseguente appiattimento della pianta del piede. Si tratta di una problematica molto comune sia in età pediatrica che adulta, con implicazioni biomeccaniche e funzionali che possono interessare l’intero apparato muscolo-scheletrico.

Il piede piatto, è una condizione morfologica caratterizzata da una riduzione o assenza dell’arco plantare mediale, con conseguente appiattimento della pianta del piede. Si tratta di una problematica molto comune sia in età pediatrica che adulta, con implicazioni biomeccaniche e funzionali che possono interessare l’intero apparato muscolo-scheletrico.
Nel contesto della medicina riabilitativa, il piede piatto rappresenta una delle condizioni più frequentemente trattate, grazie a protocolli conservativi personalizzati che mirano a ristabilire il corretto equilibrio posturale e funzionale del piede e del corpo.
Classificazione, cause e fisiopatologia del piede piatto 
Il piede piatto può essere classificato in due principali categorie:
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Congenito: presente dalla nascita, spesso legato a predisposizione genetica o malformazioni strutturali.
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Acquisito: sviluppato nel corso della vita, in seguito a fattori biomeccanici, posturali o patologici (come obesità, lesioni tendinee, artrite o diabete).
La fisiopatologia del piede piatto coinvolge diverse strutture anatomiche, in particolare::
- Arco longitudinale mediale: è l’arcata più importante per la patologia del piede piatto, e si trova sulla parte interna del piede. La tensione di questa arcata è determinata da tensioni passive (date dai legamenti plantari) e da tensioni attive (create dai muscoli cavitari, più nello specifico principalmente da tibiale anteriore e peroneo lungo; questi muscoli, attraverso la loro tonicità, “tirano” la fascia plantare creando l’arco mediale).
- Arco longitudinale laterale: situato nella parte esterna del piede, è formato sempre da componenti passive (legamenti plantari) e componenti attive (muscoli peronieri e tibiale posteriore).
- Arco trasverso: che va dal 1° al 5° metatarso. In questa zona vi sono solamente componenti attive, ovvero quelle che arrivano da forze esercitate dai muscoli della pianta del piede.
Dalla conformazione degli archi plantari si deduce che la loro forma è data dal giusto equilibrio tra le tensioni muscolari. Dei muscoli poco tonici rischiano di non portare abbastanza tensioni sulla fascia plantare e quindi di non creare il tipico arco, mentre dei muscoli troppo tonici rischiano di portare troppe tensioni e di accentuare eccessivamente le arcate plantari.
La condizione del piede piatto può essere di tipo congenito, trasmessa da uno dei due genitori, o di tipo adattivo, formatosi dopo stimoli “errati” ricevuti dal corpo durante la fase di crescita.
Le cause che portano a un appiattimento della fascia plantare possono essere molteplici:
- Obesità
- Traumi al piede o alla caviglia
- Artrite
- Diabete
- Invecchiamento
- Vizi posturali errati
- Ecc
sintomi e complicanze del piede piatto
Il piede piatto può essere asintomatico, soprattutto nei bambini. Tuttavia, in presenza di alterazioni funzionali più marcate, possono manifestarsi i seguenti sintomi:
–Dolore al tallone, all’arco plantare o alla parte interna della caviglia;
–Gonfiore e affaticamento dopo attività prolungate;
-Dolori irradiati a ginocchia, anche e zona lombare, a causa di compensi posturali;
–Alterazioni dell’appoggio plantare, con scarso equilibrio e instabilità durante la camminata.
Alcuni studi evidenziano come gli adulti con una condizione di piede piatto riportano un significativo aumento dei dolori percepiti nella zona lombare della schiena e negli arti inferiori1, con una riduzione della qualità di vita2.
Una condizione in cui il piede non ha la sua fisiologia naturale, porta inevitabilmente il corpo a ricercare dei compensi posturali aiutandosi con le articolazioni vicine. È quindi consigliabile non sottovalutare questa condizione, anche nel caso in cui non ci siano sintomi e dia dolore, in quanto nel lungo termine potrebbe portare a scompensi posturali che si ripercuotono in altre parti del corpo.
trattamento e cura del piede piatto in fisio10
Nel nostro centro, la valutazione iniziale viene eseguita da un medico ortopedico specialista in collaborazione con fisioterapisti e chinesiologi, per un inquadramento completo e multidisciplinare.
Generalmente la diagnosi viene effettuata attraverso:
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Esame clinico e osservazione dell’appoggio plantare;
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Test funzionali, per valutare la funzionalità del tendine tibiale posteriore e in generale delle strutture anatomiche coinvolte;
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Valutazioni posturali globali;
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Esami strumentali (radiografia, risonanza magnetica, baropodometria), nei casi più complessi o sintomatici.
Una volta definito il quadro operativo, le strade possibili sono generalmente due:
- Trattamento conservativo: consiste nel cercare di migliorare la situazione senza ricorrere a interventi invasivi. Questo tipo di trattamento prevede l’utilizzo di terapie fisioterapiche manuali e strumentali al fine di ridurre tensioni muscolari e tissutali per recuperare una corretta mobilità ed elasticità tissutale, seguita da una fase di rieducazione motoria e propriocettiva in palestra, dove si eseguiranno esercizi mirati al rinforzo dei muscoli cavizzanti del piede, al recupero della propriocezione e dell’equilibrio. In questa fase, attraverso esercizi integrati e strategie neuro-motorie, si lavorerà anche sulla postura globale del paziente per evitare compensi e recidive. Infine presso il nostro centro, disponiamo di un tecnico di posturometria e tecnico superiore di ortoprotesi e prodotti di appoggio, per la creazione di plantari ortopedici su misura.
- Trattamento chirurgico: nel caso in cui il trattamento conservativo non sia stato sufficiente alla risoluzione della condizione, oppure in casi gravi e solo dopo aver ricevuto il parere del medico competente, si può optare per un trattamento chirurgico per ripristinare la morfologia e la funzionalità dell’arco plantare, con un successivo percorso riabilitativo post-operatorio.
Qualsiasi sia la strada operativa, il focus della nostra struttura rimane sempre lo stesso: la salute della persona a 360 gradi,
bibliografia
- Kosashvili Y, Fridman T, Backstein D, Safir O, Bar Ziv Y. The correlation between pes planus and anterior knee or intermittent low back pain. Foot Ankle Int. 2008;29:910–3.
- Shibuya N, Jupiter D, Ciliberti L, VanBuren V, Fontaine J. Characteristics of adult flatfoot in the United States. J Foot Ankle Surg. 2010;49